Consigli di lettura #8 Tempo assassino (e Ninfee nere) di Michel Bussi

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Tempo assassino è il secondo romanzo di Michel Bussi pubblicato in Italia, grazie allo splendido lavoro di Edizioni E/O. Bussi è diventato in poco tempo il re del thriller francese, conquistando diversi premi oltralpe: per gli amanti della statistica, Ninfee nere, è il romanzo giallo vincitore del maggior numero di premi durante l’anno di pubblicazione.

Questo post vuole essere, in maniera molto sintetica e condensata, uno spunto per andare a scoprire le opere di Bussi. Per questo motivo partirei con la sinossi di entrambi i romanzi pubblicati.

Ninfee nere

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso.

Tempo assassino

Estate 1989. Corsica, penisola della Revellata, tra mare e montagna. Una strada che segue la costa a precipizio sul mare, un’auto che corre troppo veloce… e sprofonda nel vuoto. Una sola sopravvissuta: Clotilde, quindici anni… I genitori e il fratello sono morti sotto i suoi occhi. Estate 2016. Clotilde torna per la prima volta nei luoghi dell’incidente, con suo marito e la figlia adolescente, in vacanza, per esorcizzare il passato. Nel posto esatto dove trascorse l’ultima estate assieme ai genitori, riceve una lettera. Una lettera firmata da sua madre. Ma allora è viva?

Le sinossi, quando fatte bene, possono dirci davvero tanto di un libro. Da queste poche righe, infatti, si capisce come con Tempo assassino, Bussi cominci ad affermarsi anche in Italia come maestro del giallo. C’è un evoluzione, o comunque un cambiamento, rispetto alla sua prima opera tradotta in italiano, Ninfee Nere. Ho avuto modo di raccontare le mie impressioni di lettura riguardo questo primo romanzo in un articolo pubblicato su Thriller Pages e allora definii Bussi come uno scrittore che, tra divertimento e arte, concede al lettore di smarrirsi estasiato tra misteri, emozioni, enigmi.

Ecco, in Tempo Assassino questa dimensione artistica del romanzo si perde. Vuoi per il soggetto della storia, vuoi anche per un contesto completamente diverso, Tempo assassino è un ottimo romanzo che intrattiene il lettore, si lascia fagocitare nonostante le oltre cinquecento pagine, incuriosisce a ogni riga, ma non ha quell’espressività, quella Poesia, quell’Arte che avevano caratterizzato Ninfee nere. In termini spiccioli e commerciali, è come se Bussi fosse passato dal noir al thriller psicologico.

Si badi, però, che questa non è assolutamente una critica. Tempo assassino è un thriller, appunto, scritto magistralmente. Bussi fruga nella cassetta degli attrezzi dello scrittore e utilizza lo strumento del diario per andare avanti e indietro nel tempo con lo stesso personaggio, accompagno il lettore con la Clotilde quindicenne ribelle e con la turbata Clotilde del 2016: due personaggi differenti all’estremo.

Tempo assassino ha un pregio in  assoluto: mi ha fatto venire voglia di visitare la Corsica, di scalare quei sentieri che si tuffano a mare, senza che io abbia mai visto una sola foto dell’isola francese. Non ci sono descrizioni lunghe e particolari nel romanzo, ma Bussi è stato abile ad attribuire al luogo della vicenda  lo stesso peso specifico dei personaggi. Tempo assassino, probabilmente, è un thriller che si poteva svolgere solo in determinate ambientazioni, come appunto la Corsica, in cui tradizioni e valori – un mix di franco-italiana memoria – contrastano con lo scorrere inesorabile del tempo. Perché il tempo è assassino. Ma certe volte ha delle attenuanti.

Tempo assassino si legge davvero con piacere nonostante sia comunque un testo corposo. Le ultime cento pagine si divorano senza prendere pausa, anche perché – e qui sono gusti, può piacere o può far pena – Bussi accelera moltissimo la narrazione e fornisce la spiegazione di diversi avvenimenti proprio in prossimità della conclusione.

Sicuramente Bussi resta un autore da tenere sotto la lente d’ingrandimento e presto farà un salto in libreria per acquistare il terzo romanzo dell’autore tradotto da Edizioni E/O : Non lasciare la mia mano.

Qui tutti i dettagli di Ninfee nere e qui quelli di Tempo assassino.

About Author

Sono attualmente uno studente di Medicina che passa la sua vita tra manuali, libri e serie TV. Scrivo per condividere le mie passioni: il mondo della letteratura tutta, film e/o serie TV e almeno ogni tanto, qualche articolo dall’universo della Medicina.

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