Consigli di lettura #9 Intervista a Davide Bacchilega autore di “I romagnoli ammazzano al mercoledì”

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Consigli di lettura è una rubrica tutta particolare, senza uno schema fisso e ricorrente in cui la si possa inquadrare. Il consiglio di oggi, infatti, vede coinvolto direttamente Davide Bacchilega, autore dell’ottimo romanzo I romagnoli ammazzano al mercoledì.

Questa volta, infatti, ho avuto il piacere di intervistare l’autore del libro consigliato e ho così potuto lasciar parlare direttamente Davide Bacchilega del suo lavoro. È stata l’occasione anche per andare oltre il singolo libro, divagando su alcuni elementi chiave della figura dello scrittore e concedendoci anche una battuta sullo scorso Salone del Libro di Torino.

I romagnoli ammazzano al mercoledì è il primo romanzo di Davide Bacchilega pubblicato da Las Vegas Edizioni. Come spesso accade, introduco il libro consigliato direttamente con la sinossi.

La Romagna è una terra di gente pacifica e cordiale, almeno fino a quando non arriva il mercoledì. Negli altri giorni della settimana, Stefano cerca una casa e forse anche una compagna, Raul cerca una vittoria e forse anche una vendetta, Irma cerca la fama e forse anche un po’ d’affetto, Ruben cerca la grana e forse anche una speranza. Un giornalista, un pugile, una poetessa e un playboy con niente in comune, se non 39 anni di età e una serie di truffe a catena che li coinvolge in veste di vittime o carnefici, a volte di entrambe le cose. A mettere ordine ci pensano Ermes Donati, imprenditore dell’illegalità con una fissa per James Bond, e Arrigo Sacchi, un Jack Russell dal fiuto tutto particolare. Tra sedicenti agenti letterari prodighi di illusorie promesse, bische clandestine popolate da bizzarri giocatori di poker e gang di malavitosi d’importazione amanti delle scommesse truccate, non sarà facile uscirne sani e salvi, soprattutto se c’è qualcuno che ha in programma di ammazzare chi ne ostacola le ambizioni. E il giorno buono per farlo sembra proprio essere un tranquillo mercoledì di maggio…

I romagnoli ammazzano al mercoledì è un romanzo particolarmente interessante per l’intreccio narrativo ideato dall’autore, correlato da una diversità di stile e registro sublime. Comunque stavolta sto zitto un po’ e lascio parlare direttamente l’autore: Davide Bacchilega.

Davide Bacchilega: di giorno si occupa di pubblicità e di notte scrive romanzi. Quali sono le tue fonti d’ispirazione come romanziere? E quanto conta la pratica, la scrittura in senso stretto, per la realizzazione dei tuoi testi?

Le fonti di ispirazione si trovano dappertutto: nei libri letti, nei film visti, negli aneddoti ascoltati, nelle persone incontrate, negli episodi di cronaca pescati dai giornali. È da qui che nascono e crescono i germi delle mie storie e dei miei personaggi. Bisogna solo riconoscerli, raccoglierli e combinarli in qualcosa di nuovo e interessante per chi legge.
Scrivere, come molte altre attività, è un mestiere artigianale. Quindi più si fa pratica meglio è. Se ci penso bene, in effetti, tra il lavoro e il tempo libero io scrivo (o penso a ciò che devo scrivere) tutti i giorni, in quasi tutte le ore in cui sono sveglio. Sì, lo so: tutto ciò suona abbastanza inquietante.

I due romanzi che hai pubblicato con Las Vegas Edizioni sono ambientanti nella tua Romagna e in I romagnoli ammazzano al mercoledì il lettore quasi per magia si ritrova nei luoghi della vicenda sfogliando le pagine. Credi che le tue storie potessero essere narrate solo in Romagna o hai valutato anche altre idee?

Per alcuni aspetti i miei romanzi ambientati in Romagna (I romagnoli ammazzano al mercoledì e Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati) possono sentirsi a proprio agio solo lì, in quella terra, perché di quella terra riflettono l’indole, le ombre, i pregi e i difetti. Per altre questioni, come ad esempio la trama o i temi trattati, ritengo che quelle due storie siano tranquillamente adattabili anche ad altre province italiane. Non ho mai pensato, però, che questi romanzi potessero essere ambientati altrove: in fondo la Romagna è il luogo in cui vivo e quindi mi ci oriento narrativamente meglio rispetto ad altre zone d’Italia.

In I romagnoli ammazzano al mercoledì i fatti sono presentati di volta in volta da un personaggio diverso. Quello che colpisce è la diversità di scrittura a seconda del narratore. Si passa da periodi brevissimi che quasi quasi forzano la sintassi classica, a perifrasi e flussi di coscienza molto ampi. Quanto è stato difficile elaborate uno stile e un registro così differenti per ogni personaggio?

Tutti i registri utilizzati vogliono rispecchiare le modalità con le quali i personaggi pensano e sentono. Il registro linguistico è la loro personalità. Se si ha chiaro in testa il tipo di personaggio che si vuole rappresentare, anche elaborarne il linguaggio non sarà troppo difficile. Poi, per quanto mi riguarda, non c’è nulla di più divertente che esplorare le sterminate potenzialità della lingua. Assegnare a ogni personaggio uno stile diverso, un abito mentale tutto suo, è per me un esercizio molto stimolante, quasi avventuroso.

Immagina di essere un libraio. In quale scaffale collocheresti i tuoi romanzi? Oppure fai fatica a trovare un’etichetta di genere?

Quando entro in libreria il più delle volte li trovo nella sezione della narrativa generica. Altre volte sono collocati invece tra i gialli. In alcuni casi li ho stanati nella sezione “Storia e cultura locale”. Be’, se io fosse un libraio li posizionerei di certo in vetrina o sul bancone delle ultime novità, quello più in vista!
A parte gli scherzi, basta che in libreria ci siano. Meglio ancora se in corrispondenza della lettera B nella sezione narrativa (quando i volumi sono ordinati alfabeticamente per autore).

Tornando ai personaggi de I romagnoli amazzoni al mercoledì, ognuno di loro è particolare nel proprio modo di affrontare la vita, ma chi per un motivo chi per un altro, in comune hanno tutti un senso di incompletezza: devono chiudere conti col passato o lottare per realizzare i propri sogni. Quanto c’è di Davide Bacchilega nei personaggi del romanzo?

C’è qualcosa di me come c’è qualcosa di ognuno di noi. In fondo siamo tutti accomunati dal fatto di essere animali rimembranti e desideranti. I romagnoli ammazzano al mercoledì esaspera queste nostre attitudini per “rinfacciarcele” e scherzarci un po’ su.

Sei stato recentemente al Salone del Libro di Torino. Qual è la tua impressione da autore di questa edizione della manifestazione? È più in generale che rapporto hai con le fiere e i festival letterari?

Ho avuto l’impressione che quest’anno il Salone di Torino giocasse una partita decisiva, quella per la sua sopravvivenza. A sentire le opinioni degli addetti ai lavori, e stando ai numeri, l’ha stravinta.
Personalmente sono stato al Salone un solo giorno e non l’ho visitato accuratamente, ma la sensazione che ho avuto è che tutti abbiano dato il meglio di sé per la sua buona riuscita, primi fra tutti i lettori, che hanno capito il momento critico del Salone e hanno quindi scelto di privilegiare questo evento rispetto ad altri. È ciò che si chiama consumo consapevole.
D’altronde fiere e festival rappresentano sempre dei bei momenti di incontro in cui persone apparentate dalla stessa passione si rivedono, si conoscono, si scambiano idee ed emozioni. I miei appuntamenti preferiti sono il Salone del Libro di Torino, a cui partecipo di solito nella doppia veste di autore e lettore, e il Festival Letteratura di Mantova, che bazzico come spettatore dal 2006 più o meno ininterrottamente.

Hai già pubblicato due romanzi con Las Vegas Edizioni: non c’è due senza tre? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Esatto, non c’è due senza tre. Il mio terzo romanzo è praticamente già pronto e uscirà proprio con Las Vegas a settembre, tra pochi mesi. Per ora ti dico solo che non è ambientato in Romagna, ma fra Bologna e Torino, e che la vicenda si sviluppa in un contesto ancora poco battuto dalla narrativa italiana.
Stanne certo, mi rifarò vivo per aggiornarti!

Ringrazio Davide Bacchilega per la sua estrema disponibilità e invito i lettori curiosi a visitare il suo sito davidebacchilega.it per saperne di più su tutte le sue opere.

About Author

Sono attualmente uno studente di Medicina che passa la sua vita tra manuali, libri e serie TV. Scrivo per condividere le mie passioni: il mondo della letteratura tutta, film e/o serie TV e almeno ogni tanto, qualche articolo dall’universo della Medicina.

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