“La più odiata dagli italiani” di Davide Bacchilega: alla ricerca di se stessi attraverso il calcio

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La più odiata dagli italiani di Davide Bacchilega è un romanzo che fonde alla perfezione due mie grandi passioni: quella – palese – per i libri, e quella più comune per il calcio. Ma definirlo come un romanzo sul mondo del pallone sarebbe fuorviante e riduttivo: La più odiata dagli italiani è un romanzo sulla ricerca di se stessi.

La più odiata dagli italiani, pubblicato da quella grandissima piccola casa editrice che è Las Vegas Edizioni, racconta le gesta di Vincenzo Sarti, allenatore – bolognese-  del Bologna che dopo tre buone stagioni viene chiamato per riportare ai vertici della Serie A la squadra più odiata dagli italiani, quella a righe bianche e nere che dimora nei pressi di Torino: la Fottuta Signora Football Club. E già qui, partiamo con qualche premessa.

La più odiata dagli italiani è un libro inserito nell’universo calcistico, si parla di moduli, di tattiche, di situazione da spogliatoio. Ma, come dicevo poco fa, non è un romanzo sul calcio. Perciò lo può leggere chiunque; e per chiunque intendo anche chi è tifoso della Fottuta Signora, così come chi effettivamente odia quella casacca. Davide Bacchilega presenta questa società calcistica in maniera dicotomica: è la più odiata dagli italiani, ma paradossalmente anche la più amata. E per chi mastica qualcosa di pallone, si può dire che tutto sommato la caratterizzazione non è troppo lontana dal reale.

Tornando a Vincenzo Sarti, l’allenatore bolognese fa del suo calcio una pura manifestazione di bellezza. Non punta al massimo risultato col minimo sforzo – come vuole la più radicata delle convinzioni dell’economia calcistica moderna – ma cerca appunto un gioco spumeggiante, che diverta, che trasmetta emozioni ai tifosi. Nell’inevitabile gioco del chi è chi, il lettore può facilmente immaginare a chi si sia ispirato Bacchilega per il suo personaggio. Se poi si considera anche l’utilizzo di uno spregiudicato 4-3-3, il riferimento è chiaro. Ma andiamo con ordine.

Senza anticipare troppo della trama, Sarti si troverà ad allenare la squadra che aveva criticato, disprezzato, contro la quale aveva combattuto per anni. Abbandonerà la sua città, i suoi tifosi, il suo stadio, per approdare in un ufficio privato con mobile bar, con uno stipendio da 3.5 milioni all’anno; al prezzo, però, di indossare la divisa ufficiale della Fottuta Signora, inclusa di puzza sotto il naso, di senso che tutto sia dovuto. Passando dal calcio come culto della bellezza, al dogma Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.

Come già avevo apprezzato in I romagnoli ammazzano al mercoledì, anche in La più odiata dagli italiani Bacchilega è abilissimo a sfruttare i diversi personaggi della vicenda, cambiando di volta in volta il punto di vista della narrazione. Il lettore si trova così in compagnia di Maicol Cammarata, giornalista sportivo non troppo famoso che ha più di un passato in comune con Sarti. E poi altro personaggio di spicco è Alex Rambaldi, bomber della Fottuta Signora che a 34 anni si ritrova senza più il posto da titolare per colpa di Sarti, facendo passare le pene dell’inferno alla sua petulante mamma manager.

Nel corso dei 90 capitoli – scelta azzeccatissima per il romanzo! – sono diversi i personaggi che affiancano Sarti. Ognuno di essi è usato brillantemente e colpisce il modo in cui Bacchilega riesca a realizzare dialoghi credibili e interessanti con ognuno di essi.

Piccola riflessione commerciale: se non vi ho convinto ora a comprare il libro e vi state chiedendo dove sia tutta questa ricerca di se stessi… fidatevi! Sarti è un personaggio complesso, che adora Sacchi così come Giotto, che allena i suoi calciatori anche portandoli in gita alla Cappella degli Scrovegni. Dire di più in questa sede guasterebbe la lettura di uno splendido romanzo.

Piccola riflessione prettamente calcistica. Sono un tifoso della Fottuta Signora Football Club ed è impossibile per me analizzare La più odiata dagli italiani anche in questa veste. Ed è questo uno dei punti di forza del romanzo: ha dimostrato come i libri non siano un prodotto riservato a pseudo-intellettuali da salotto, da filosofi da poltrona. Cioran diceva che Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. Ed è verissimo, chi sono io per discutere Cioran. Ma a me, da comune popolano – per giunta italiano – ogni tanto piace alleviare il dolore delle ferite, provare a divertirmi anche della banalità, senza preoccuparsi del male e dei complotti dietro all’apparenza. E lo posso fare leggendo un noir o un giallo, così come guardando ventidue uomini correre dietro a un pallone. Il calcio non è solo lo sport per lobotomizzati per eccellenza. Le partite non le guardando soltanto ultras violenti e mafiosi da strapazzo. So che sembra assurdo dirlo, ma oggi per chi legge è quasi una vergogna ammettere di amare il calcio.

Ci sarebbe tanto altro da dire su La più odiata dagli italiani ma il modo migliore per scoprirlo è acquistare La più odiata dagli italiani sul sito di Las Vegas Edizioni: consegnano il libro gratuitamente a casa e insieme al cartaceo vi inviano immediatamente l’ebook!

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About Author

Sono attualmente uno studente di Medicina che passa la sua vita tra manuali, libri e serie TV. Scrivo per condividere le mie passioni: il mondo della letteratura tutta, film e/o serie TV e almeno ogni tanto, qualche articolo dall’universo della Medicina.

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