L’ira di Venere: venti racconti noir tutti al femminile firmati Piergiorgio Pulixi

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L’ira di Venere è la prima antologia di racconti pubblicata da Piergiorgio Pulixi, sotto l’egida di Edizioni Cento Autori. Venti racconti noir declinati al femminile, tutti affilati come lame. Una lettura forte come un pugno nello stomaco: assolutamente consigliata.

L’ira di Venere mette in mostra il talento di Piergiorgio Pulixi in maniera cristallina. Dopo aver deliziato il pubblico con i romanzi delle serie di Biagio Mazzeo e con i primi due volumi de I canti del Male, questa volta Pulixi si affaccia sul mondo delle antologie o, per dirla un po’ più commercialmente, delle raccolte di racconti.

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L’ira di Venere racchiude, infatti, venti racconti noir, le cui protagoniste sono tutte donne, con vizi e virtù dell’universo femminile. Una sorta di filo conduttore è la presenza in diversi racconti del commissario Carla Rame, una poliziotta intelligente e sensibile, che affronta le sfide del suo mestiere affidandosi all’istinto e alla razionalità. Nonostante le poche battute a disposizione, il personaggio viene ben tratteggiato in ogni occasione; oltre che un riuscito espediente letterario per legare i testi, sembra quasi che Pulixi veda in Carla Rame un’ancora per i lettori, un modo per non farli sprofondare nel dolore e nella rabbia delle donne protagoniste.

Tutti i venti racconti de L’ira di Venere prendono il lettore per mano e lo conducono nel buio del male, in un oscurità in cui dall’amore più sincero si può virare immediatamente alla vendetta. È riscontrabile un certo rifacimento ad alcuni casi di cronaca nera; Pulixi non sceneggia partendo da fatti realmente accaduti ma li prende come punto di partenza per sviscerare la complessità dell’animo umano.

Una piccola chicca per il lettori più appassionati di Pulixi. Nel racconto La scorciatoia due poliziotte sono alla prese con una situazione difficile e ai limiti della legalità; una situazione complessa che le porterà a chiedere l’aiuto di un certo poliziotto, famoso per risolvere queste matasse alla sua maniera. Quando a pagina 269 si legge:

<<Fanculo…andiamo da lui>>

Tutti i lettori di Pulixi avranno pensato a quel lui. E il caro Piergiorgio, infatti, non ci ha tradito, facendo comparire – alla grande – il mitico Biagio Mazzeo. Solo questo scorcio vale tutto il prezzo del libro, se non di più.

I lettori di Pulixi sapranno, poi, che l’autore ha sempre avuto un ottima capacità nel delineare personaggi femminili. Giusto per fare qualche esempio, si pensi a L’appuntamento, un romanzo densissimo in cui tutto ruota sulla figura della donna e del suo sfruttamento. Ma più in generale in tutti i romanzi di Pulixi la donna assume una connotazione ben precisa, una sorta di venerazione malata per il gentil sesso. Riporto un brano da Prima di dirti addio: giudicate voi.

La vendetta è donna. A questo pensava guardando dall’alto della collina la città scintillante di luci. Perché un uomo si sarebbe limitato a sparargli un colpo in fronte. Magari a torturarlo un po’ prima di freddarlo. E se si fosse trattato di un vero professionista del dolore, allora avrebbe anche potuto tagliargli una mano o cavargli un occhio affinché si ricordasse ogni giorno cosa avesse perso. Ma soltanto una donna poteva inventarsi la punizione più dolorosa di tutte: costringerlo a osservare a un metro e mezzo di distanza la persona che amava di più al mondo mentre veniva uccisa senza che lui potesse fare nulla, e poi a guardare il suo cadavere divorato dalle fiamme per una notte intera, mentre una canzone – la loro canzone – suonava a ripetizione come in un incubo. Ma il vero colpo di genio era stato lasciarlo vivo a combattere con quel ricordo. Costringerlo a temere ogni giorno l’arrivo della notte che gli avrebbe fatto rivivere quell’incubo assime all’impotenza e ai sensi di colpa che non gli avrebbero mai dato tregua. Perché anziché una volta sola, lei sapeva che così sarebbe morto ogni giorno. Il ricordo gli avrebbe scarnificato il cuore, notte dopo notte, settimana dopo settimana, rendendolo il fantasma di sé stesso.
La vendetta è un’arte da donne.
Biagio Mazzeo l’aveva scoperto sulla propria pelle.

Tornando a L’ira di Venere, non si può almeno accennare come anche in questo caso il noir sia imbottito di denuncia sociale; i racconti sono duri, crudi, disperati e nella loro finzione letteraria raccontano storie di abusi e soprusi che puntualmente avvengono ogni giorno.

Piergiorgio Pulixi conferma anche ne L’ira di Venere di essere un abile indagatore dell’animo umano. C’è chi lo marcherebbe come scrittore di genere. Io lo etichetto solo come scrittore di talento.

About Author

Sono attualmente uno studente di Medicina che passa la sua vita tra manuali, libri e serie TV. Scrivo per condividere le mie passioni: il mondo della letteratura tutta, film e/o serie TV e almeno ogni tanto, qualche articolo dall’universo della Medicina.

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